San Domenico
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San Domenico

  • Indirizzo:
  • 66100 - Chieti (CH) Corso Marrrucino
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  • Giorni di chiusura: -

Lungo il Corso Marrucino, all’ altezza del grande complesso del G. Battista Vico, annesso allo stabile del Liceo c’è la chiesa di S. Domenico.

L’attuale edificio di culto in realtà è stato edificato su un complesso presistente, cioè la Chiesa di S. Anna degli Scolopi[1], la quale una volta caduta in disuso, ha dato la possibilità al complesso dei domenicani di trasferire il titolo e la chiesa dal rispettivo convento demolito, ubicato in prossimità dell'attuale largo della Prefettura e trovare quindi nuova sistemazione sull'attuale sito antistante piazza G. B. Vico. Un trasferimento di culto che giustifica e salva la secolare devozione del popolo teatino ad un grande domenicano, S. Pompilio Maria Pirrotti.  La facciata presenta un impianto neoclassico  avente campanile in laterizio discosto dal corpo di fabbrica.

La chiesa, mononavata, presenta invece un apparato decorativo di matrice barocca ed è dotata al suo interno di sei bellissime cappelle laterali. Partendo dall’ ingresso, la prima di esse è intitolata a S. Pompilio Maria Pirrotti[2] e presenta una tela che ritrae S. Pompilio che ammaestra i fanciulli, opera di Tommaso Cascella del 1949. La seconda, alla sinistra è intitolata invece alla Madonna del Rosario, con una pala dipinta di scuola napoletana del 1679. A seguire, nella terza cappella una bella tela raffigurante San Giuseppe Calasanzio.

Infine ricordiamo che questa chiesa ha ospitato la terza confraternita più importante e più antica della città (S.S. Maria del Rosario), la quale dopo il Sacro Monte dei Morti era la più importante.


M. Davide


 


[1] All’epoca della sua costruzione(1642), questa chiesa su fondazione da parte dei padri Scolopi in base a lascito testamentario da parte di F. Vastavigna, importante nobile cittadino del tempo, fu intitolata a S. Anna e alla Beata Vergine. Di questo importante complesso, una volta decaduto l’uso ecclesiastico, con regio decreto del 12 settembre 1861 il Real Liceo venne trasformato in “Real Liceo Ginnasiale”, mentre il collegio degli Scolopi si trasformava nell’attuale sede del Convitto Nazionale, con l’intitolazione a G. B. Vico.

[2] Uno dei santi dell’ordine degli Scolopi. Da notare, in questo edificio, sulla parete destra dell’ingresso è conservato anche in bronzo in una nicchia murata un busto e una mano benedicente reliquaria, la cui iscrizione dedicatoria mostra la devozione teatina per questo culto del tempo.

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