Templi Romani
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Templi Romani

  • Indirizzo:
  • 66100 - Chieti (CH) Piazza dei Templi Romani
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All’estremità N- E del colle Civitella, precisamente in piazza dei Templi romani, lungo via M. Vezio Marcello sorgeva l’antico complesso forense di Teate Marrucinorum[1].

Si tratta di un complesso tuttora in fase di studio, frutto di un città che vive su se stessa da sempre, e che è stata più volte vittima di stravolgimenti antichi e moderni del suo tessuto urbano. Fu proprio in occasione di questi interventi, precisamente quelli avvenuti nel periodo in cui Chieti era sotto il regime fascista, in occasione dei quali tornarono alla luce le antiche vestigia della città romana, che fino a quel momento risultava coperta dalle superfetazioni di età moderna.

Quest’area aveva un tempo un aspetto totalmente differente da quello che ammiriamo oggi e si caratterizzava come un addensamento di case popolari a ridosso del pendio collinare, noto come “rione S. Paolo”, che a sua volta prendeva nome dalla antica chiesa, oggi visibile solo in forma di rudere[2].

Fu così che alla fine degli anni 40', l'intera area, ormai liberata dall'edificato storico e dai relativi vicoli, riportò alla luce il livello archeologico del foro romano, o meglio di quella parte delle strutture che sono ancora visibili fuori terra.

L’area archeologica, che è stata subito dopo i ritrovamenti indagata in maniera sistematica  Ã¨ stata definita da allora come “templi romani”, vista la presenza dei resti di tre strutture, delle quali due sono ambienti gemelli e un terzo invece di dimensioni leggermente ridotte, sempre comunque in fase con i primi e probabilmente parte integrante di un grande complesso templare o molto probabilmente della sede capitolare.

La stratigrafia muraria[4] mostra ancora la bellezza del rivestimento in opera reticolata, nonostante i ricorsi a mattoni di età contemporanea quà e la sulle pareti, frutto dei restauri che la struttura ha subito, precisamente tra la fine degli anni 30'l e la metà degli anni 40’ del 1990, quando nell'occasione è stata sede dell’antiquario cittadino. Come già anticipato sulle strutture di età romana, in età medievale sono state fondate le due chiese medievali di S. Pietro e Paolo. Di quest’ultima se ne apprezzano ancora le testimonianze, visibili sul portale in pietra, in facciata del monumento, ad una quota più alta rispetto a quella del portale in età storica, conseguenza del fatto che il livello archeologico è uscito durante il livellamento dell’ex salita S. Paolo, attuale Via Marco Vezio Marcello[5]

Ricordiamo che i tre elementi fin ora descritti non sono i soli dell’area archeologica in questione. A conferma che in età antica qui si trovava il foro di Teate, sono i notevoli ruderi visibili sul prospetto posteriore del vicino palazzo delle Poste, dove sono notevoli e fuori terra i resti dell’opera reticolata e delle sottostanti fondazioni di un altro edificio di grandi dimensioni, a sua volta caratterizzato con una evidente base di gradinata di accesso e muro a sacco di terrazzamento, servito probabilmente a creare una finta "quinta scenica" e quindi a dare un aspetto più maestoso al complesso dei tempietti. 

Per una visita del complesso interno della chiesa e delle sottostanti favisse rivolgersi a:

http://www.informagiovani-italia.com/guide_turistiche_italiane.htm



M. Davide



[1] CIANFARANI V. 1959, Chieti, in Enciclopedia dell’Arte antica, s.v.

[2] Dalle cronache di Montecassino apprendiamo infatti che nella civitate vetere Leone Ostiense propone la cronaca dell’abate cassinense Bertario. Secondo recenti studi,la sua cronaca sarebbe ascrivibile all’anno 848,cito da testo: “Ecclesia sancti Petri in civitate Teatina vetere et ibidem iuxta ecclesia sancti Pauli, HOFFMANN H.1980, Die Kronik von Montecassino,Hannover121, pg.121.

[3]  SCENNA D. 1936, Archeologia teatina: esperienze, delusioni, soddisfazioni di un Regio ispettore onorario dei monumenti e scavi, Chieti 1936.

[4] Tutto il complesso è caratterizzato da due fasi sovrapposte a livello strutturale ma ben riconoscibili: su una presistente di età italica, caratterizzata da una perimetrazione in opera quadrata, con blocchi tufacei, forse appartenente ad un santuario dedicato ad una divinità come Ercole o Cerere, vista la scoperta all’interno dei sotterranei(favisse)dell’edificio sottostante la chiesa di S. Paolo, di un pozzo votivo a grande profondità, all’interno del quale durante le campagne di scavo operate da parte della Soprintendenza archeologica, sono state rinvenute terrecotte e materiali che hanno fatto giustamente pensare ad un uso sacrale del sito; queste ultime sono state di recente studiate e attualmente osservabili all’interno del percorso museale della Civitella, vedi punto di interesse relativo ai musei, sezione “Beni archeologici”.

[5] Sul fronte della chiesa, c’è un importante iscrizione dedicatoria al magistrato MARCO VEZIO MARCELLO e alla moglie HELVIDIA PRISCILLA, i committenti del foro.

[6] CIANFARANI V., op.cit.; CAMPANELLI A. 1997, Teate Marrucinorum, in Enciclopedia dell’ArteAntica(s.v. Teate Marrucinorum)

[7] IACULLI G. 1991 Topografia della città antica, in Chieti e la sua Provincia, pp.

[8] COCCO T.,Chieti,72.


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