Cripta di San Giustino
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Cripta di San Giustino

  • Indirizzo:
  • 66100 - Chieti (CH) Piazza s. Giustino
  • Contatti:
  • Giorni di chiusura: -

Nell’angolo Nord orientale della piazza di S. Giustino, sul lato destro della facciata abbiamo l’ubicazione della cripta [1]. Si tratta di una fabbrica precedente la costruzione della chiesa, risalente con molta probabilità alla fine dell’XI sec. d.C., come riferisce la tradizione storiografica, addirittura risalirebbe al periodo della occupazione franca di Teate. Le cronache del tempo dicono che si tratti dello scriptorium[2] della antica chiesa di S. Tommaso, ma i segni del tempo sono visibili, soprattutto in facciata, dove attualmente vi trovano posto all’ ingresso due statue in pietra provenienti dalla vicina chiesa dei domenicani, abbattuta ad inizio del novecento durante i lavori di realizzazione del nuovo assetto del Corso Marrucino.

Questo edificio nel corso del tempo ha subito pesanti operazioni di modifica che ne hanno radicalmente modificato l’assetto originale[3]. La struttura in se è datata all’ età angioina con un impianto decisamente irregolare e con un equilibrio tra passato e presente, che ne fa un episodio a se stante, quasi sofisticato nel quadro regionale dell’architettura del primo trecento[4].

Oltre alla bellezza dell’architettura in pietra e l’effetto scenico che ne produce al visitatore, l’attenzione di chi visita questo luogo di culto, è la preziosa aria di raccoglimento, impreziosita da lacerti di affreschi riferibili al secolo XIV e XV ed un’arca marmorea in cui sono custodite le reliquie di S. Giustino[5].

 Oltre le spoglie del Santo Patrono, la cripta contiene le sepolture di alcuni dei vescovi più importanti degli ultimi tempi, per esempio di Mons. Giuseppe Venturi, protagonista della dichiarazione di Chieti come “città aperta”durante l'ultimo grande conflitto bellico.

Ricordiamo inoltre che la cripta di S. Giustino è anche la sede della principale confraternita del pio culto funebre, vale a dire Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, nata all’ inizio del XVII secolo probabilmente su un organizzazione ancora più antica, e da allora organizzatrice della nota processione del Cristo morto[6] .


M. Davide



[1] Circa il santo patrono di questa città non abbiamo nessuna fonte certa sull’origine del suo culto e sulla vita del Santo stesso, fuorchè dei testi di età successiva. Si parla dunque di un giovane chietino di nobile famiglia, vissuto nel IV secolo, il quale avrebbe la vita comunitaria per abbracciare l’eremitismo, precisamente sul vicino monte Majella. La tradizione storiografica vuole che, essendo morto il primo vescovo(S.Antimo) fu la stessa popolazione di Teate che lo volle vescovo. La sua fama non è stata tanto riconosciuta in vita, ma post mortem, come dimostrano le gesta di un’iscrizione a lui devoluta di GIUSTINO PATRONO, ubicata sulla cripta(inserisci traduzione o esplicazione in italiano).

[2] A tal proposito si veda: HOFFMANN A., Die Chronic von Montecassino, Hannover, 1980, p.121.

[3] La datazione del corpo di fabbrica della cattedrale sarebbe ascrivibile al 1335, vedrebbe della la cripta trecentesca  soltanto il sistema di copertura attualmente visibile con le volte e il paramento murario in laterizio, anche se elemento più pertinente sono i capitelli in fase. 

[4] GANDOLFO G. 1990, L’esperienza del medioevo, in TEATE ANTIQUA, casa editrice Vecchio Faggio, Chieti 1990, pp. 171- 208.

[5] Nel 1432 il vescovo Martino di Tocco fece collocare nella cripta un nuovo altare contenente le reliquie di S. Giustino. Opera quest’ultima che, durante i recenti restauri ha riportato a conoscenza un ritratto del santo in abito vescovile(vedi gallery).


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