S. Tommaso Apostolo
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S. Tommaso Apostolo

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La chiesa di S. Tommaso apostolo è un edificio di culto di antichissima origine. Distrutta dai Normanni nel 1060, fu riedifcata e ridedicata a Santa Maria degli Angeli nel 1127, come risulta dalla lastra di pietra incisa proveniente dalla vecchia cattedrale e attualmente conservata presso la sala del museo diocesano(in CORRELATI).

Dal 1258 questo santuario custodisce le ossa di San Tommaso apostolo. Il navarca ortonese, Leone, insieme con i commilitoni, riportò sulla galea il corpo dell’apostolo e la pietra tombale, dall’isola greca di Chios[1].

Da questo momento la basilica diventa centro di preghiera, richiamo di pellegrini, ma anche oggetto di varie distruzioni.

Nel 1566 subì l’assalto dei turchi e un incendio, che per fortuna non attaccò in modo irrimediabile le spoglie dell’Apostolo. Nel 1570, con l’istituzione della diocesi, il tempio fu rinnovato e notevolmente migliorato. Purtroppo nel 1799 la cattedrale subì una nuova aggressione da parte dei francesi. Fu ancora restaurata e in occasione dell’ultimo conflitto mondiale, fu letteralmente sventrata dai tedeschi[2].

La cattedrale ha subito numerosi interventi strutturali di cui il più consistente è dovuto alle ricostruzioni operate dopo i danni della seconda guerra mondiale, che rendono  difficile la lettura delle fasi antiche del complesso.

In generale, possiamo dire che l’edificio presenta uno schema longitudinale con un bel portale monumentale trecentesco che si apre direttamente sulla piazza antistante la chiesa[3].


Il culto di S. Tommaso ad Ortona

 Ad oggi esistono quattro prove della presenza dell’apostolo Tommaso in Ortona: la pietra tombale, la pergamena del 1261, il corpo miracoloso del santo e il collegamento con la storica Bari, circa la reliquia conservata i quel luogo.

Infine ricordiamo l'importanza del sacro busto, estratto dal muro della vecchia cappella presso la basilica, ed esposto nel dopoguerra all'adunanza dei fedeli[4].



M. Davide


PER INFO: http://www.tommasoapostolo.it/index.php/info/orari




[1] La lastra tombale raffigura l’arrivo delle reliquie di S. Tommaso dall’isola di Scio(Chios)dove furono prelevate dal navarca(Leone Acciaiuoli) insieme alla lastra tombale che testimoniava la loro autenticità e portale ad Ortona nel 1258. Quest'utlima era parte dell’arca che custodì le reliquie di S. Tommaso dopo la profanazione della chiesa avvenuta ad opera dei turchi nel 1566.

[2] Ricordiamo che nel 1944, monsignor Tesauri, arcivescovo di Lanciano e vescovo di Ortona, fece demolire l’altare costruito sulla tomba di San Tommaso.

[3] Migliore conservazione ha avuto il secondo portale, costruito sull’asse longitudinale con pietre sapientemente lavorate di pietra locale e con una manifattura tipica dei portali di età sveva.

[4] Per la precisione ricordiamo che presso la pinacoteca esiste il busto ligneo intagliato nel 1799 dopo l’invasione dei francesi e che servì da “modello” per la fusione del busto argenteo che sostituì quello trafugato, attualmente riproposto in una copia per la processione del Santo Patrono.

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